IN-CORPO / Pratiche corporee

Sabato 16 giugno  14:00-16:00 presso Centro Soma, Piazza Santo Stefano 15, Bologna

Studieremo come vivere il corpo nella maniera più rispettosa possibile, attraverso i principi della danza e delle arti marziali.

Esploreremo il rapporto con la gravità, la coordinazione, la centratura e l’intenzionalità. Capiremo come ridurre lo sforzo e favorire l’armonia, per un’economia del gesto.

Impareremo delle semplici ed efficaci tecniche di respirazione e di rilassamento per migliorare l’attenzione e la consapevolezza.

Sarai guidato in sequenze di movimento e sperimentazioni libere ad esplorare la tua espressività. Superando blocchi ed automatismi, incontrerai te stesso nei tuoi talenti e capacità

CALENDARIO
Sabato 13 Gennaio 10:30-12:30
Sabato 17 Febbraio 10:30-12:30
Sabato 10 Marzo 10:30-12:30
Sabato 21 Aprile 14:00-16:00
Sabato 19 Maggio 14:00-16:00
Sabato 16 Giugno 14:00-16:00
Sabato 7 Luglio 14:00-16:00

POSTI LIMITATI

Contributo comprensivo di iscrizione: 20 euro

E’ necessario prenotare scrivendo a [email protected] – 340 389 0 658 entro venerdì 15 giugno.

Per altre informazioni: [email protected]om

 

PATRIZIA CAPITANIO
Dal ’99 studio danza classica e contemporanea, scoprendo un forte interesse per l’improvvisazione e le arti marziali applicate alla danza. Ho studiato con alcuni maestri internazionali, tra cui Rick Nodine e Julyen Hamilton (composizione istantanea) e Ray Chung (contact improvisation).

Dal 2009 collaboro con l’associazione “Il volo” approfondendo pratiche di tai chi chuan, tecniche di eutonia, rilassamento e meditazione.

Nel 2011 mi laureo in Filosofia con una tesi intitolata “La danza, forma significativa del sentire”.

Partecipo alla Biennale di Venezia nel 2012 e 2013, nella sezione Invenzioni e Creazioni, studiando con Gabriela Carrizo (Peeping Tom) e Arkradi Zaides (Batsheva dance company).

Per molti anni pratico lo yoga Parinama con Bruno Baleotti e Paola Palmi. Incontro il maestro Ming Wong e pratico il Tai ki Kung.

L’incontro con la meditazione Vipassana integra la mia pratica di yoga con la meditazione.

Completo la formazione triennale per insegnanti di yoga condotta da Beatrice Benfenati (A.s.i.a.) e dal 2015 seguo il Maestro Franco Bertossa nella pratica di yoga, meditazione e ki-aikido.

IN-CORPO Workshop / Festival Ritratti d’Artista

Il workshop si svolge in occasione del Festival RITRATTI D’artista – 4 danzatrici si raccontano – di Maria Angela Pespani. //youtu.be/bUq7ukgRqcQ

CONTENUTI:
Focus principale del workshop sarà la pratica del movimento nell’unione mente-corpo, attraverso sequenze guidate, improvvisazione e composizione istantanea, nel dialogo con l’aikido e lo yoga.

La prima fase riguarderà lo studio esperienziale dei principi dell’aikido, sia in esercizi di coordinazione e centratura che nell’interazione con la danza contemporanea, specialmente con la tecnica floor work e l’improvvisazione.

Sperimenteremo la necessaria relazione del movimento con il respiro per un corretto utilizzo del corpo nella dinamica, come nella stasi, attraverso elementi dello yoga (pranayama, chakra, allineamento posturale).

Lavoreremo sulla presenza e sull’attenzione attraverso esercizi che ci aiuteranno a studiare l’intenzionalità (aikido) e la lucidità mentale. Sequenze di movimenti, spostamenti nello spazio, esercizi a coppie, saranno i mezzi con cui cercheremo il giusto rapporto tra lo sguardo interno ed esterno.

Studieremo le nostre abitudini, automatismi, blocchi, come anche i nostri talenti, soprattutto nell’improvvisazione. L’invito sarà quello di portarci oltre il conosciuto per esplorare modi di muoverci nuovi, rispetto al quotidiano e rispetto ai cliché che molto spesso adottiamo senza esserne consapevoli.

Il laboratorio è aperto a tutti, sia ad esperti di movimento, attori, danzatori, sia a curiosi e amatori senza esperienza. E’ necessaria voglia di mettersi in gioco, spinta alla ricerca, un minimo di allenamento.

INFORMAZIONI:
Il laboratorio ha una durata di 6 ore complessive con un’ora di pausa pranzo condivisa (ognuno porta qualcosa di leggero: frutta, frutta secca, crackers, pane, bevande e molti liquidi). Si consigliano abiti comodi, cambi (magliette di riserva), ginocchiere.

Sabato 23 giugno 2018, dalle 10:00 alle 16:00 (1 ora di pausa) presso la Yurta dell’associazione Aps Vivo, frazione Rosara 104/l Ascoli Piceno.

Costo 40 euro, 30 euro per chi si iscrive entro il 20 maggio. Chiusura iscrizioni 16 giugno. Max 15 partecipanti. Info e prenotazioni: [email protected] / 348 1202025

PATRIZIA CAPITANIO
Dal 1999 studio danza classica e contemporanea, scoprendo un forte interesse per l’improvvisazione e le arti marziali applicate alla danza. Ho studiato con alcuni maestri internazionali, tra cui Rick Nodine, Julyen Hamilton (composizione istantanea), Ray Chung (contact improvisation), Company Blu

Dal 2009 studio  pratiche di tai chi chuan, tecniche di eutonia, rilassamento e meditazione, tecnica floor work con Nicola Laudati e Iris Erez.

Nel 2011 mi laureo in Filosofia con una tesi di ricerca su “La danza, forma significativa del sentire”.

Partecipo alla Biennale di Venezia nel 2012 e 2013, nella sezione Invenzioni e Creazioni, con Gabriela Carrizo (Peeping Tom) e Arkradi Zaides (Batsheva dance company).

Per molti anni pratico Iyengar yoga con Bruno Baleotti e Paola Palmi, nel 2012 incontro il maestro Ming Wong e inizio la pratica del Tai ki Kung.

L’incontro con la meditazione Vipassana integra la mia pratica di yoga con la meditazione, nonché il mio interesse per il movimento consapevole.

Nel 2016 completo la formazione triennale per insegnanti di yoga con Beatrice Benfenati (A.s.i.a.) e dal 2015 seguo il Maestro Franco Bertossa nella pratica di yoga, meditazione e ki-aikido.

Da diversi anni insegno yoga e porto avanti la mia ricerca sulle pratiche corporee, integrando i principi delle arti marziali con quelli della danza contemporanea. L’obiettivo è lavorare sempre più precisamente sull’unione mente-corpo, incrementare la consapevolezza e sviluppare la padronanza di tecniche che anche nel quotidiano, possano contribuire al maggior benessere. La mia ricerca cerca di trovare un dialogo proficuo tra interiorità ed esteriorità, integrando lo studio di sé alla necessità di espressione e al sentimento.

La danza espressiva

E’ una metodologia pedagogica rivolta a bambini e adolescenti che si basa sulla libera espressione e su un approccio creativo al movimento. La dimensione del gioco è l’aspetto fondamentale poiché consente al bambino di abbandonarsi alla scoperta del suo corpo in maniera libera e spontanea, al di là di strutture e passi codificati e al di là del giudizio. Si aprono per lui, infinite possibilità di movimento in relazione allo spazio, che può essere abitato in modi diversi e che generare storie diverse.

Sin dall’infanzia la danza è quasi naturale nei bambini, in modo spontaneo loro esplorano lo spazio con tutto il corpo: a gattoni, strisciando, facendo dei salti, arrampicandosi, afferrando, questa spontaneità è la base attraverso cui imparare a conoscere il corpo e a riconoscere le emozioni. Il bambino è invitato ad esplorare attraverso l’incoraggiamento dell’educatore alla fantasia: attraverso storie ispirate ai temi della natura, degli animali, colori, suoni e ritmi della musica. Queste storie e le emozioni che suscitano, prendono vita nel corpo attraverso la danza creando un’immediatezza espressiva, non filtrata dalle parole. Si creano così occasioni di condivisione e benessere spontanei, sia motori che intellettivi che facilitano e integrano l’apprendimento: non si comprende solo con il pensiero ma anche con il corpo.

Il ruolo dell’educatore
L’educatore della danza espressiva non cerca di insegnare una tecnica codificata, non ci sono parametri di “giusto” o “sbagliato”, né canoni di “bello” o “brutto”, piuttosto egli crea le condizioni per il bambino di esplorare e sperimentarsi in libertà in maniere serena. Questo processo è sostenuto dall’incoraggiamento allo sviluppo del talento del singolo attraverso l’osservazione di ciò che accade spontaneamente. Non ci sono coreografie confezionate, le danze emergono sempre dalle improvvisazioni dei bambini che vengono guidati a riconoscere il valore del proprio modo di sentire e interpretare le emozioni, la realtà e la fantasia. 

Un altro aspetto fondamentale è l’auto osservazione a cui il bambino viene istruito fin da piccolo e all’osservazione dell’altro da sé. Per quanto riguarda l’aspetto creativo, il bambino si avvale della tecnica dell’improvvisazione: l’educatore dà qualche elemento, un tracciato che può essere di vario genere: dall’esplorazione di un ritmo musicale, all’elaborazione di un’emozione, ad un aspetto prettamente cinestetico, sul quale il bambino può spaziare autonomamente. Questo permette un’immersione e un coinvolgimento tale da condurre il bambino a sviluppare la concentrazione poiché i suggerimenti dell’insegnante sono finalizzati ad un compito da realizzare (per esempio creare un pattern di movimenti, o giochi di riconoscimento-mimo). L’elemento della spontaneità non è da sottovalutare perché stimola il bambino a sviluppare l’interesse e la motivazione poiché parte da sé stesso sorprendendosi di ciò che trova. L’apprendimento si avvale quindi della scoperta e della sorpresa, in questo modo il bambino è il principale protagonista del processo, è coinvolto e si sperimenta in prima persona.

L’osservazione e l’autenticità
Attraverso l’improvvisazione, il bambino fin da piccolo è guidato a creare, quindi a prendere parte attiva nel processo di scoperta e conoscenza di sé. Per mezzo della relazione con l’altro inoltre può confrontarsi e capire fin da piccolo il valore della diversità. Ognuno ha il proprio talento e la propria lettura del mondo, la propria, unica capacità di sentire. Il confronto e la relazione con l’altro nel contesto creato dall’educatore, al di là delle categorie di giudizio e canoni estetici, direziona il percorso educativo-espressivo nella ricerca dell’autenticità. Una danza non dev’essere bella, dev’essere vera. Deve partire dall’autentico vissuto del bambino, dalla sua esperienza nel corpo e in ultimo dalla sua urgenza espressiva. Da qui poi il lavoro si apre ad una conoscenza più approfondita che potrà essere esplorata man mano che il bambino cresce, nel percorso del laboratorio filosofico e della meditazione.

Una lezione tipo
Si inizia con la proposta di giochi ed esercizi in cui il bambino è introdotto agli elementi base della motricità, sarà guidato un riscaldamento in cui vengono proposti esercizi base di danza e yoga, es. gli animali: posture statiche o dinamiche che imitano le movenze animali; Si sviluppa in una seconda parte più dinamica dedicata alla danza e all’improvvisazione esplorando lo spazio, es. il gioco dei livelli: rotolamenti a terra, movimenti a gattoni e in piedi e con percorsi di movimento libero supportati dall’uso delle immagini, dall’ascolto musicale e/o dagli oggetti; Si conclude con il rilassamento, esercizi di respiro e/o di manipolazione del corpo dell’altro: come una marionetta, come uno strumento musicale, come un oggetto in cui scoprire gli snodi,.. parte fondamentale in cui si sperimenta il contatto con l’altro e si prende confidenza con la struttura corporea.

Riepilogo degli obiettivi
Avvicinare alla consapevolezza corporea e ai principi base della motricità. Attraverso il gioco e i momenti d’improvvisazione, il bambino abita uno spazio di benessere e libertà nuovo in cui vivere l’esperienza di apprendimento. Comincia a visualizzare le parti del corpo, la sua struttura, le possibilità che ha di muoversi, al di là di quelle usuali. Inizia a capire il valore della coordinazione, imparando progressivamente ad organizzarsi in funzione del movimento. Sperimenta, ricerca le possibilità cinetiche, impara ad usare diverse coordinate di riferimento e livelli, sfruttando la terra come supporto per spostarsi da un lato all’altro della stanza, strisciando come un serpente o rotolando come una pietra da una collina. Inventa combinazioni dinamiche per esplorare il mondo a testa in giù, trasformandosi in una cavalletta o in forme geometriche.

Fornire gli elementi base sulla relazione con lo spazio. Il movimento si agisce tra lo spazio personale e lo spazio dell’altro, come occupare lo spazio? Verrà data particolare importanza all’apprendimento della facoltà di “ascoltare” questa relazione. Lo spazio diventa lo scenario di avventure, si anima e colora di elementi che suscitano una storia narrata dal movimento. Uno spazio dedicato all’esplorazione, in cui rotolarsi strisciare, diventare animali o acqua che scorre, in cui il corpo assume forme diverse e nascono danze. Lo spazio è abitato da altri animali, corpi che danzano, come mi relaziono a loro? Il rispetto dello spazio degli altri e lo spazio condivisibile.

Imparare a riconoscere e a sviluppare il ritmo. Quello interno del respiro, quello del gruppo e quello della musica, come questi si combinano insieme alla danza. Un ritmo può avere una tonalità, un’intensità, può veicolare sensazioni ed emozioni, può dare luogo ad una danza scatenata o trasportarci in una giungla. Ed è il ritmo che genera la danza o la danza che si adegua al ritmo? Come interpretare la musica e come rendere una pausa? Il corpo si congela e resta sospeso oppure si culla tra le note di un pianoforte, rimbalza al suono di una chitarra o si dimena a quello di un tamburo.

Sviluppare la memoria e la capacità di imitazione. Gli esercizi saranno ripetuti in ciascuna lezione, seppur subendo variazioni e arricchimenti, in modo da favorirne l’apprendimento e la memoria. È importante che i bambini imparino a riconoscere le posizioni e i giochi proposti, questo allena l’intelligenza corporea e la capacità di discernimento. Inoltre è fondamentale per stimolare alla precisione nell’osservazione, comprendendo che il linguaggio della danza, nonostante la libertà espressiva, richiede un codice come qualunque altro linguaggio che ne consente la comprensibilità e la funzionalità. Questo conferisce rigore alla pratica, un ritmo e una struttura di riferimento che delimita i confini tra gioco e lavoro.

Incoraggiare alla creativitàImprovvisando, inventando figure, immagini, dandogli voce con le movenze, tutto può prendere forma, tutto diventa possibile. La danza così intesa, libera dalle strutture del senso e dà spazio all’interiorità, alla fantasia, nutrendo la componente espressiva del bambino che non deve possedere un particolare talento per poter danzare. Incoraggiare alla creatività genera fiducia in sé stessi, poiché i bambini si sentono liberi e dunque capaci di sperimentare autonomamente. Inoltre produce un momento di benessere in cui perdersi nel gioco e insieme imparare.

Accrescere l’autostima e la fiducia in sé e nell’altroAcquisendo una maggiore familiarità col proprio corpo, i bambini migliorano il rapporto con loro stessi. Inoltre i momenti di libertà espressiva con il gruppo, rappresentano uno spazio di condivisione e di esperienza che consolida il senso di appartenenza e la fiducia nell’altro. L’importanza della libera espressione attraverso la danza sta proprio nel fatto che ogni danza porta con sé l’intimo di ciascuno e quest’immediatezza comunica senza filtri e avvicina. Nei momenti di improvvisazione ciascuno può osservare e riconoscersi nell’altro, compartecipando all’esperienza espressiva e raccontando qualcosa di suo.

Laboratori attivi di danza espressiva
Dal 25 settembre 2017 lunedì 17.30-19.00 (6-11 anni) presso Associazione Rosencrantz&Guildenstern.
Dal 2 ottobre 2017 venerdì 17.00-18.15 (3-6 anni) presso Centro Soma.

Sede dei corsi:
Associazione Rosencrantz&Guildenstern, via G. Dagnini, 16/2 – Bologna
Centro Soma, Piazza Santo Stefano, 15 – Bologna
Info e prenotazioni:
348/12020025

www.educazionecreativa.it

 

La pazienza del risveglio

Scusa se ti guardo  e interrompo la tua preghiera
o forse, nel mio guardare,
preghiamo insieme e si aggiunge qualcosa di prezioso.

Devo rinunciare  a tutto ciò che so,
se poi mi esplodesse il cuore
mi raccoglieresti con cura?

Un pezzo per volta, li dai ai merli qui fuori.
Se mi lasciassi sorprendere mi frantumerei?
Il pane mi chiama,
“Esci da qui! – dice- e annusa il mattino”.

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Laura

Come si fa?

Faccio il caffé,
è forte, devo mangiarci cioccolata.

E dove sta il mio cuore?

Se ho fame
non posso sentirmi in colpa.

Che c’entra?
Come dev’essere?

Io mi trovo a non avere metodo
né strategia.

Se tu mi chiedi
son qui per sbaglio
son qui un pò per caso.

Negli occhi degli altri
il rimprovero violento
per lo specchio di sé
e del grande: “Perché?!”

La violenza  è l’imposizione della parola nel silenzio.
E’ il modo in cui presumi di sapere in tua assenza
la richiesta del momento.

Il pezzetto del mio cuore lacerato
perde gocce di pianto e si domanda, mi domando:

“Perché mi fai questo? – o forse dovrei chiedermi – perché questo si fa?”
Sempre lo stesso, senza storia,
solo il fatto,
crudo.

E invece si cuce
la trama delle domande
tra te e te,
tra ma e te:

“Cosa stai dicendo al tuo cuore?
cosa hai bisogno di dimostrare,
di evidenziare,
che non sia già di troppo?

Si! è vero!
Sta succedendo che siamo qui
Noi, tu,
adesso.

Senti! tra i miei occhi e i tuoi
e ad ogni contatto,
senti come s’infiamma questo cuore.

Sono qui per caso
e tu madre sei violenta,
sei un tormento che si placa
nell’inerzia delle ore tra i pasti.

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